Descrizione
Giovedì 18 dicembre 2025, presso lo Spazio Giovani T-Centro di Tarantasca, è stato ufficialmente firmato il Patto Educativo Partecipato di Comunità, che non è un semplice accordo ma una vera e propria mondalità di costruzione della “Comunità Locale” che si impegna attivamente ad essere educante. Il patto sottoscritto rafforza l’alleanza tra scuola, enti locali e territorio con l’obiettivo di promuovere una crescita educativa solida, condivisa e inclusiva.
Alla cerimonia hanno partecipato la Dirigente scolastica Stefania Magnaldi, i sindaci dei Comuni di Centallo, Tarantasca, Villafalletto e Vottignasco e di tutti gli enti, associazioni, realtà del territorio incluse nella progettazione del Patto, a testimonianza di una volontà comune di costruire una comunità educante coesa e responsabile.
Il Patto dell’Istituto Comprensivo Isoardo Vanzetti Centallo–Villafalletto, sotto la guida della dirigente Magnaldi, rappresenta una delle espressioni più mature di un approccio educativo fondato sul dialogo come esperienza trasformativa. Il contesto territoriale, segnato da eterogeneità culturale, fragilità sociali e differenze significative tra i comuni coinvolti, ha richiesto un modello capace di includere, ricomporre e valorizzare. La scuola ha scelto di partire dal dialogo, inteso come atto pedagogico e civile, per dare voce alla complessità della comunità.
La costruzione del Patto è avvenuta attraverso incontri partecipati e non gerarchici, che hanno coinvolto insegnanti, studenti, genitori, personale ATA, amministratori locali, il CIPIA di Cuneo, associazioni culturali e sportive, volontari. Non semplici momenti informativi, ma vere e proprie pratiche dialogiche strutturate: spazi di parola condivisi, conversazioni riflessive, occasioni di ascolto reciproco in cui sono emerse domande profonde e bisogni spesso invisibili. Il Patto non è nato come un documento redatto a tavolino, ma come un processo collettivo, plasmato dalla pluralità delle voci coinvolte.
Un ruolo centrale è stato svolto dagli studenti, protagonisti fin dalle prime fasi del percorso. Hanno espresso bisogni, timori, aspirazioni e proposte, contribuendo in modo concreto alla definizione dei valori e delle priorità. Questo coinvolgimento ha generato un forte senso di appartenenza e responsabilità, permettendo ai ragazzi di sentirsi riconosciuti come cittadini in formazione e parte attiva della comunità.
Anche la partecipazione delle famiglie ha avuto un impatto significativo. La scuola si è affermata come luogo di confronto e accoglienza, in cui condividere difficoltà e riflettere insieme sulle sfide educative. Attraverso il dialogo sono emersi temi cruciali per il territorio: la solitudine delle famiglie, il carico educativo, la complessità delle relazioni tra adulti e adolescenti. Fragilità che, grazie al lavoro comune, si sono trasformate in occasioni di alleanza e crescita collettiva.
Gli effetti di questo percorso sono stati evidenti: il Patto non ha semplicemente affiancato l’azione della scuola, ma ne ha trasformato il modo di operare, introducendo una cultura della riflessività condivisa e una nuova modalità di affrontare le criticità, come la dispersione scolastica, intesa non come fallimento individuale ma come indebolimento dei legami comunitari da ricostruire insieme.
L’esperienza di Centallo–Villafalletto dimostra come l’approccio dialogico non sia un metodo tra i tanti, ma una vera e propria infrastruttura relazionale, capace di rendere concreta una democrazia quotidiana e vissuta. La scuola diventa così laboratorio di cittadinanza attiva e il territorio parte integrante del processo educativo.
Il valore di questo percorso ha trovato riconoscimento anche a livello nazionale: il Patto Educativo dell’Istituto Comprensivo M. Isoardo - B. Vanzetti Centallo–Villafalletto è stato citato come esempio virtuoso nella relazione “Patti educativi: alleanze per il territorio”, presentata il 4 dicembre 2025 a Roma, presso il Palazzo dei Gruppi Parlamentari – Sala Berlinguer, da Marilena Giglia, componente del Consiglio Nazionale UCIIM e dirigente scolastica dell’I.C. Manzoni di Ravanusa, capofila regionale della rete delle scuole dialogiche.
Un’esperienza che non si propone come modello da replicare, ma come orizzonte da cui apprendere: la dimostrazione che, quando una comunità sceglie di dialogare, l’educazione torna a essere una promessa concreta di futuro.
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Ultimo aggiornamento
23/12/2025 08:08